Fantastic night

 

Esistono programmi televisivi che offrono al pubblico l’esibizione di band o di cantanti solisti, ma per vedere Le Orme, che hanno scritto intere pagine della storia musicale italiana, dobbiamo accontentarci dell’originale e la magia della musica entra sul palco del 3° Verona Prog Fest, manifestazione brillantemente organizzata dal Club il Giardino.

Le premesse per una “fantastica notte“ ci sono tutte. Venerdì 6 giugno inizia con l’ottima “performance“ del gruppo prog messicano CAST, che ha riscontrato l’apprezzamento del pubblico e tanta simpatia.

Le Orme e Tolo Marton, per la prima volta assieme in un live dai palati fini, hanno trasmesso al pubblico i loro gusti, preferenze, emozioni e persino le loro passioni in un concerto unico e straordinario, rimasto per anni in un angolo della memoria, intanto però ci siamo goduti questo incontro. La gente non sa che Le Orme hanno un pubblico composto di molti giovani curiosi di scoprirne la musica e non soltanto da nostalgici “vecchietti“ ultra cinquantenni. Sul palco gli artisti parlano il linguaggio universale della musica e “…come d’incanto” inizia la versione musicale di un racconto.

Le Orme, gruppo di origini veneziane, hanno iniziato il loro percorso musicale nel 1966. La band, in breve tempo, si è imposta all’attenzione del mondo musicale e realizza importanti progetti discografici che segnano la svolta e la maturazione stilistica, ottiene la consacrazione definitiva passando dal beat al rock “progressive“ italiano. Sono gli anni ’70 e sarà un periodo molto creativo e di esportazione di musica. Un “sound” molto diverso da quello che passano di solito le radio, ma i fan apprezzano. La Band è fra le più amate e conosciute anche all’estero e ottengono successo di pubblico e critica, collabora con il leggendario Peter Hammil dei Van Der Graf Generator alla traduzione in lingua inglese di “Felona e Sorona”.

Una musica profonda, uno stile assai conosciuto e collaudato, con raffinati arrangiamenti che si lasciano ascoltare fino in fondo.

Tolo Marton si unisce a loro nel 1975, assieme producono l’album “Smogmagica“, registrazione effettuata negli studi Kendun Recorders di Burbank, Los Angeles – California, poi le strade si dividono e il chitarrista trevigiano dà spazio al suo estro compositivo e avvia una carriera solista che suscita particolare interesse in Europa e in America, dove primeggia al Jimi Hendrix Electric Guitar Festival.

Chissà cosa significa per una Band italiana superare la soglia fatidica degli “Anta“, trascorsi con numerosi successi, alcuni dei quali cruciali, come: “Uomo di pezza“, disco d’oro nel 1972 e con la canzone “Gioco di bimba“ si stabilisce ai vertici delle classifiche; “Felona e Sorona“ disco d’oro nel 1973, album basato su due pianeti gemelli e complementari, riscuote un grande interesse per l’originalità del suono e il singolo “Felona“, ottiene alti piazzamenti nelle classifiche di vendita. Al di là dei risultati economici, gli album hanno comunque un suo valore storico non trascurabile per il nostro panorama musicale.

Le Orme, aprono il concerto con una suite tratta da “Il Fiume“, “Elementi“ e “L’infinito“, poi è la volta di “Una dolcezza nuova“ e “Gioco di bimba“.

Sul palco, a dare intensità ci pensa la batteria di Michi Dei Rossi, capace di entrare a suon di ritmo nel profondo del cuore dei fan, un vero martello che picchia forte, Aldo Tagliapietra, chitarra e basso, dalla carismatica e delicata voce, Michele Bon, esalta le tastiere con uno stile tutto suo.

Ad un tratto sale sul palco il chitarrista Tolo Marton, maestro indiscusso dello strumento, accolto da Aldo con parole di stima e ad ogni brano, coglie l’occasione di sfornare fatti inediti di vita comune.

Tolo fa parlare la chitarra elettrica e delizia i fan, produce ed impreziosisce musiche di rara eleganza che non dispiacciono al pubblico e due chitarre se opportunamente suonate, possono creare un clima incandescente, con Michele Bon da vita ad un duetto che fa esplodere il pubblico in ovazioni da stadio e fa spellare le mani.

Ci si aspettava di ascoltare solo brani tratti da “Smogmagica”, a sorpresa, deliziano i fan con “Sguardo verso il cielo“, Michi gioca con il pubblico ritmando l’inizio di “Cemento Armato“, poi è la volta di “ Amico di ieri “ e “Los Angeles”, scritta per ricordare, in lirica, la città della California che “..all’improvviso sotto di me un oceano di luci..”, ha fatto vivere piacevoli sensazioni.

Al termine della “réunion”, Le Orme continuano il loro programma e ripercorrono i momenti salienti della loro carriera artistica, a partire da “ Felona e Sorona “ i pianeti gemelli del sogno e delle speranze, ma tanti sono stati i successi che elencarli tutti, risulta difficile, il pubblico si scalda con una serie interminabile di acclamazioni che si sono subito fuse nel ritmare e cantare insieme alla band e così fino a terminare, una grande prova fra gli applausi infiniti dei fan. Musica che piace ad un pubblico esteso, un consenso tutto meritato. La chiave di una serata “evento“, sono state le qualità vocali e musicali, solide e reali, di una band preparata ad ammaliare l’affezionato pubblico.

Sono stati eseguiti brani che farebbero invidia anche a tante band strombazzanti che girano sulla penisola. Oggi è facile distinguere chi della musica ha fatto una scelta di vita e chi ha seguito solo una moda. E quando sembrava tutto finito, hanno regalato agli irriducibili, nuovi momenti di splendida musica.

La serata non ha mancato di radunare un pubblico numerosissimo, per un concerto da stropicciarsi gli occhi e sembra che, Le Orme, siano decisamente tornate ai fasti del passato, ma la storia continua.

Ora ci riprovano con un nuovo lavoro appena pubblicato “Live in Pennsylvania“, (due CD e un DVD), registrato dal vivo al prestigioso festival di musica progressiva Nearfest 2005.

         

Daniele Raimondi