CIVITANOVA MARCHE ALTA LIVE NEW TROLLS le voci
Nell’ambito
della festa di San Marone, patrono della città, iniziata con la
suggestiva e antica usanza della processione in mare delle barche dei
pescatori, per poi lasciare spazio all’intrattenimento musicale, che ha
trovato il momento clou, in Piazza della Libertà nel borgo medioevale di Civitanova Marche Alta, lunedì 18 agosto, con il concerto dei New
Trolls le Voci. Nel
nucleo storico di Civitanova Alta, città natale dello scrittore dai
diversi generi letterari del Cinquecento, Annibal Caro, che si erge su
un colle caratterizzato da una cinta muraria con torri, antiche porte e
Palazzi nobiliari, si è ripercorso le parti più emozionanti della musica
della band genovese. E’ stato sufficiente
entrare nella storica fortezza per fare un salto nel passato. Piazza
della Libertà come una macchina del tempo, in pochi istanti, salendo la
strada di ciottoli, fra case e antichi Palazzi, la sensazione è quella
di vivere le appassionanti pagine della storia e far parte di una
situazione surreale. Piazza della Libertà è come protetta da costruzioni
secolari, la Chiesa di San Paolo, con lo splendido orologio in bella
vista, collegiata ricostruita nel 1754, il Palazzo della delegazione
Comunale, che risale al 1867, opera dei fratelli Basile, nell’entrata
attira l’attenzione una lapide romana del III secolo d. C., la Chiesa di
San Francesco, risalente al XIII secolo, magnificamente restaurata di
recente è convertita a sede di mostre; esaltano la ricchezza culturale
di questo territorio. Provenienti dalla
città della “Musica”, che ha dato i natali a gruppi e cantautori di
grandi espressioni musicali, il duo Vittorio De Scalzi e Nico
Di Palo, rispettivamente mente pensante dal punto di vista musicale
e carismatica voce tuttora ineguagliabile, a dispetto delle avversità
della vita, si completa con alla batteria, il martello Alfio Vitanza,
alla chitarra acustica ed elettrica Andrea Maddalone, al basso
Francesco Bellia e alla chitarra elettrica Mauro Sposito. Per assistere al
concerto dello storico gruppo, sono arrivati fans di tutte le età, da
ogni dove, che hanno mandato in tilt la viabilità e i parcheggi. Quando
dal Beat degli anni ’60 e non sempre di qualità, si è passati al Rock
Progressivo è nato anche il desiderio di parlare con le canzoni e la
musica dei giovani diventa una forma di cultura. I New Trolls le Voci
hanno proposto un amarcord di grandi successi e brani tratti da
“Concerto Grosso 1 e 2” e dal loro ultimo lavoro “Seven Seasons”,
stregando la piazza gremita forse come mai in questa calda estate, che
ha cantato con loro a squarciagola e compatta nel tributare un degno
contorno di applausi e ovazioni da stadio. E questo è il potere delle
canzoni, proprio quello di appartenere a chi le ascolte, a chi ci
ritrova un pezzo di se stesso, del proprio personalissimo percorso, in
“Quelli come noi” e ancora “Tu quando tornavo eri felice, di
rivedere le mie mani, nere di fumo, bianche d’amore” da “Una
Miniera” e per ricordare Fabrizio De Andrè, dal loro primo
album del ’68, “Signore io sono Irish, quello che non ha la
bicicletta”. Il concerto entra nel vivo, Vittorio alterna voce,
piano e flauto traverso, nell’interpretare alcuni brani dal ricco sapore
della musica classica, tratti da “ The Seven Seasons” e poi di
nuovo al passato con “Vedo gli occhi tuoi, il viso e poi, le
mani tue che stringerò“ da “Visioni” e grande performance di
Nico, che arriva lassù dove non volano le aquile, “ Come in una
favola ti vedo lassù, salti fra le nuvole e ritorni qua giù“
splendida lirica in “Davanti agli occhi miei”. La musica ha
prevalso sui nostalgici pensieri legati a San Remo ed arrivata l’ora di
“Concerto Grosso” e pur mancando il notevole contributo degli
archi, il sound non subisce alcuna flessione e Alfio, ha dato
sfoggio di grande maestria e abilità in un assolo di batteria, che ha
trascinato nell’incalzare del ritmo tutta la piazza. Un pensiero a
Jimy Hendrix con “My Shadow in the dark” e un ritorno negli
anni ’60, nel piccolo locale “Club 64”, a due passi dal Casinò di
Sanremo, dove hanno suonato con Steve Wonder, questa sera, le
corde vocali di Vittorio, sono messe a dura prova, dal fumo e
dall’abilità di Andrea Madallone con la chitarra. Sale il ritmo
con “Le Roy Soleil” e divagazione con il brano “Poster” di
Claudio Baglioni, da loro modificato ed interpretato nella
trasmissione televisiva “Fantastico”. Uno sguardo verso il cielo
e da quel tappeto di stelle, ecco “Dove sei, se ci sei, terra dei
fratelli miei” da “ Aldebaran” e ancora ”Quando il cielo è
più chiaro, il mare più vero, lo sguardo di un uomo più puro, quando il
sole al mattino sembrava vicino, un frutto caduto da un ramo ... che
idea”. Vittorio coinvolge il pubblico e gli fa cantare il ritornello
“Non so più, il sapore che ha, quella speranza che sentivo nascere in
me, non so più se mi manca di più, quella carezza della sera o quella
voglia di avventura, voglia di andare via di qua” e poi via con
l’intero brano. Chiamati a gran voce non lasciano il palco e il primo
brano del bis è lo stratosferico rock di “Musica”, fiore
all’occhiello del “Paiper” di Roma e il suono delle chitarre
diventa frenetico “Musica, in una cantina due vecchie chitarre e
Musica, suonare sognare per ore intere l’America, senza fermarsi mai,
Musica, il tempo passa e tutto si dimentica, in quella cantina l’esser
palcoscenico, Musica è sì mia, come una sinfonia … Musica, di tutti gli
amori vissuti resti l’unica”. Non poteva esser un bis senza suonare
due volte la stessa canzone e così ecco la lirica di “Una Miniera”,
il tempo scorre inesorabile e il concerto si conclude con “Il cielo”,
brano scritto da Renato Zero. Grandi personaggi,
con una marcata tendenza a mescolare ancora una volta le carte per
coinvolgere il pubblico in prima persona, hanno messo al centro della
propria vita la musica e la passione per tutto ciò che fanno, elemento
scatenante che permette il pieno utilizzo di tutte le loro capacità
artistiche, sui palcoscenici da quaranta anni. Straordinaria serata
di musica sotto le stelle, un evento di grande intensità, in un
equilibrio perfetto fra voce e musica, alla fine i New Trolls le Voci
si lasciano alle spalle due ore “live”, oscurando l'esigenza della
tradizionale tombola, la festa è terminata con l’accensione dei fuochi
artificiali davanti al Pincio. La musica dei
New Trolls le Voci non conosce l’usura del tempo, anzi, nel tempo si
arricchisce, un concerto che rimarrà impresso nella mente di molti.
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