Al Mantova Live

New Trolls e Banco

 

La sera del 21 luglio 2008, il palco del Palazzo Te a Mantova, ha ospitato le Voci New Trolls e il Banco del Mutuo Soccorso. La città che diede i natali al poeta Virgilio, situata nella bassa padana dove il Mincio si allarga e forma un lago diviso in tre parti dall’attraversamento di due viadotti, sotto il dominio dei Gonzaga, ebbe il periodo di maggior splendore. Per volere di Federico II di Gonzaga, nel 1525, Giulio Romano realizza Palazzo Te a pianta quadrata, distribuito su un solo piano e con cortile centrale, nei vari ambienti si ammirano opere di artisti mantovani e di altri artisti italiani provenienti dalle maggiori scuole di pittura e si respira storia, cultura e musica, oggi ospita il Museo Civico Palazzo Te.

Sul palco realizzato nel cortile del Palazzo, per la rassegna “ Mantova Live”, come sempre ricco il cartellone artistico, si distingue per qualità e varietà della scelta degli eventi, si sono esibiti in un applaudito doppio concerto, il gruppo guidato da Vittorio De Scalzi, voce, tastiere, flauto traverso e Nico Di Palo, voce, tastiere, accompagnati dalla loro band e da un quartetto d’archi diretto dal maestro Cabrera e il gruppo guidato da Vittorio Nocenzi, voce, tastiere, Francesco Di Giacomo, voce e Rodolfo Maltese, chitarra e tromba, completano la band: Tiziano Ricci al basso, Filippo Marcheggiani chitarra, Maurizio Masi batteria, per una serata all’insegna del progressive made in Italy. Grosse nuvole nere minacciano pioggia, alla fine risparmia i numerosi appassionati accorsi.

I New Trolls nascono ufficialmente nel 1967, la formazione muterà con il passare del tempo e da un paio d’anni, Nico è tornato con Vittorio ed è subito intesa, le Voci New Trolls, aprono la serata con il brano “ Nella Sala Vuota”. Il concerto entra nel vivo e propongono una rilettura di “Concerto Grosso - numero 1 e 2”, coinvolgendo il quartetto d’archi in una specie di “botta e risposta”, fra Roberto Izzo, 1° violino e Andrea Maddalone, chitarra elettrica, è la musica oltre il tempo, quella che supera i confini generazionali, si mescola e si confonde alla modernità, apparentemente senza far rumore, fatta eccezione per il martello Alfio Vitanza alla batteria. Non è un genere musicale, ma un linguaggio dove si può spaziare e creare.

La loro musica romantica, psichedelica, con liriche e cori particolari li rendono unici e riconoscibili ancora oggi e con una splendida interpretazione, dedicata alla memoria di Jimy Hendrix, in una piacevole fusione di archi e strumenti tradizionali del rock. Un salto al periodo pop-beat dei primi anni del gruppo, con “ Tu, quando tornavo, eri felice, di rivedere le mie mani, sporche di fumo, bianche d’amore“ da “ Una Miniera”, un pieno di sentimenti ed emozioni con Nico sugli scudi e poi la magica attesa dei contadini francesi di “Le Roy Soleil” brano trascinante da un’intrecciarsi di voci dalle varie tonalità e sfasamento. I brani sembrano rincorrersi con “Risplende l’alba già … quando, quando insieme a te, quando, tu eri con me” da “Visioni”, inciso nel 1969.

Ora ritornano al presente con i brani sentimentali, tratti da “ The Seventh Season”, che va a completare lo storico “ Concerto Grosso” che è la fusione tra “musica rock e musica baroc” (per rimanere in rima), così non poteva mancare il brano “ Barocco ‘n’roll”, splendido connubio. Le Voci New Trolls chiudono la loro esibizione con il brano “The Seventh Season” e gli applausi a scena aperta arrivano puntuali per una straordinaria esibizione.

Ora tocca al Banco, gruppo tra i protagonisti indiscussi degli ultimi quaranta anni della storia della musica italiana, nato da un’idea di Vittorio e Gianni Nocenzi, nel 1969. Apprezzabile la scelta della Band che, da anni nei concerti, delizia i fan con della buona musica e non propone i brani di grande successo come “ Paolo Pa” e “ Moby Dik”. L’esibizione parte con R.I.P. (Requiescant in Pace), del 1972, dove la batteria e le tastiere rendono chiara l’immagine di un gruppo di cavalli che corrono verso un conflitto che lascerà ferite indelebili, come lo è la guerra. Immancabili le liriche di Francesco, ogni volta che si ascolta, un solo pensiero “Ho camminato fin qui sopra i più alti muri per far festa con te”, da “Ragno”, del 1976. Altro brano che impone delle scelte di vita “Tu se vuoi puoi andare oppure restare e unirti a noi”, da “Cento Mani e Cento Occhi”, tratto dall’album “Darwin”, del 1972, basato sull’evoluzione umana, dello stesso album, è proposto il brano strumentale “Danza dei Grandi Rettili” e “750.000 Anni Fa L’Amore”, brano a due, la voce suntuosa di Francesco e le tastiere di Vittorio.

Alla conquista della dignità personale in “La Conquista della Posizione Retta”, il tempo corre e si è ben al di là della mezzanotte, il concerto sembra terminato, i fan chiamano a gran voce e il Banco torna sul palco con “Non mi svegliate ve ne prego, ma lasciate che io dorma questo sonno” da “Non mi Rompete”, del 1973. Magistrale interpretazione e la musica del Banco resiste alle intemperie del tempo.

Che musica! Uno dei motivi perchè questa musica riesce a parlarci ogni volta come se fosse la prima, è una sua quasi magica capacità di passare attraverso un’epoca e di sembrare ogni volta diversa, di raccontarci sempre qualche cosa di nuovo. Un concerto da ricordare.

 

Daniele Raimondi