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Sabato 17 Maggio 2008 al Club Il Giardino, è andato in scena l’evento:
ovvero la presentazione e relativo concerto del progetto “Il Viaggio”
di Aldo Tagliapietra
La
sera piovosa e fresca, fa da corollario perfetto. La sala è preparata
accuratamente, il bianco e il nero sono i motivi cromatici predominanti. C’è il pienone. Oltre alla moglie Lucia e alla figlia Gloria, ci sono
tutti gli amici di Aldo, compresi Michi Dei Rossi e Michele Bon suoi
fedeli compagni nelle Orme.
La
serata viene introdotta da Giamprimo Zorzan, che illustra l’opera voluta
fortemente dal Club Il Giardino, che ne è il produttore e depositario
dei diritti. L’opera comprende un elegante cofanetto contenente un libro
+ Cd, corredato dalla biografia e arricchito da numerose foto che
sintetizzano la vita privata e artistica del musicista veneziano. Il
folto pubblico prende posto. Lo sfondo nero che richiama il grafico del
cofanetto, la fa da padrone dietro i pochi strumenti essenziali presenti
sul palco. Alle 22 in punto, entrano i musicisti. Aldo è in completo
bianco e a piedi nudi, la sua lunga capigliatura grigia gli dona un
aspetto da santone indiano e ne incarna perfettamente la sua filosofia
di uomo prima che di artista. Le tastiere introducono il primo brano.
Già dalle prime note si capisce l’alchimia di suoni orientaleggianti,
mischiati alle sonorità tipiche occidentali. Il sitar la fa da padrone
ben coadiuvato dalle percussioni elettroniche, dalle tastiere che
riempiono ora lievemente, ora pomposamente l’atmosfera. I bassi e la
voce limpida di Tagliapietra, che sembra non venire scalfita dal tempo,
fanno il resto e ci portano con se in “Viaggio”. Non è facile proporre
dal vivo sonorità di questo tipo, tanto lontane dalle melodie pop
nostrane. Eppure il pubblico apprezza sottolineando con lunghi applausi
tra un brano e l’altro. I brani si susseguono fino ad arrivare
all’ultimo strumentale “La ruota del tempo”. E’ passata un’ora e non ci
siamo quasi accorti. Melodie piacevoli che rendono perfettamente l’idea
dei sentimenti di forte spiritualità interiore con cui sono stati
composti. Un buon lavoro, un giusto tributo ad un’artista che è prima di
tutto un amico del Giardino. La serata si conclude chiacchierando
amabilmente scambiandosi opinioni. Questo è il Giardino. Grazie Aldo,
grazie a tutti.
Marco
Pessina |