NEW TROLLS (le voci) e BANCO A PALAZZO TE’ 21/07/2008
I GIARDINI
ESEDRA di PALAZZO TE’ a Mantova hanno fatto da perfetto scenario ai
concerti di due dei gruppi storici italiani di Rock Progressivo: NEW
TROLLS (Di Palo e De Scalzi) e il BANCO DEL MUTUO SOCCORSO. Buona
l’affluenza di pubblico, tenendo presente che è pur sempre lunedì.
La serata poi non è esattamente la tipica sera afosa di luglio.
Spira un’aria fresca e le nuvole che girano non sono propriamente
rassicuranti. Entriamo che ormai sono le 21,15, l’inizio è previsto
per le 21,30 ma è ovvio che ci sarà uno slittamento. Il tempo di
fare qualche foto al palco, che il pubblico prenda posto, e siamo
pronti. Iniziano i NEW TROLLS, sono le 21,45. il concerto del gruppo
genovese è incentrato sui tre CONCERTI GROSSI, quindi l’epoca prog
barocco e il repertorio più recente. L’inizio è già da brivido con i
musicisti che entrano uno alla volta con un crescendo che ci porta
al ’71, a quella IMPROVVISAZIONI NELLA SALA VUOTA, che di fatto
costituisce la seconda facciata del CONCERTO GROSSO n°1. Pezzo che
dà ad ognuno la possibilità di effettuare i propri assoli. Il motivo
viene eseguito fedelmente con DE SCALZI, al flauto, che in alcuni
passaggi ricorda un certo JAN ANDERSON. A questo punto si accomoda
sul palco il quartetto d’archi capitanato dal maestro CHIABRERA e si
parte con i tre movimenti del primo CONCERTO GROSSO ( ALLEGRO,
ADAGIO, e ANDANTE CON MOTO), buona la performance del maestro RIZZO
al violino nel secondo movimento. Ottima l’acustica e intensa la
resa della band genovese sulle note barocche di LUIS ENRIQUEZ
BACALOV. Il quarto movimento non prevede il quartetto d’archi. I NEW
TROLLS eseguono SHADOW per JIMI HENDRIX. Questo brano gli fu
dedicato allora in occasione della sua scomparsa. Un accenno agli
anni ’60 con UNA MINIERA, cantata sempre in maniera commovente da DI
PALO, e si ritorna al tema della serata. Da CONCERTO GROSSO n°2 del
’76, vengono eseguiti il primo e il terzo movimento (FAR WELL DOVE),
con un ANDREA MADDALONE superbo alla chitarra acustica. Il tutto
viene condito dalla scoppiettante LE ROI SOLEIL, che scalda
l’infreddolito pubblico. Un tuffo nel passato con la base d’inizio
lasciata come nel ’69 di VISIONI. E qui DI PALO si prende il giusto
tributo per la sua ancora notevole estensione vocale. OUVERTURE,
pezzo d’apertura di SEVEN SEASONS, di fatto il terzo CONCERTO
GROSSO, ci porta alla produzione recente della band. La ballata
DANCE, costituisce il secondo movimento dell’album. Buona l’alchimia
tra gli archi e l’elettronica nella tirata e strumentale BAROCK AND
ROCK. Il set di 1h,25, si chiude con la splendida SEVEN SEASONS,
title track dell’album omonimo, che mette in evidenza al violoncello
il maestro CHIABRERA. Un buon concerto. Il pubblico chiede invano un
bis che non ci sarà. Gli uomini del servizio stanno già smontando
gli strumenti e preparando il terreno al BANCO. Alcuni se ne vanno,
il freddo e l’ora tarda scoraggia qualcuno ma i più rimangono
imperterriti al loro posto. Alle 23,30 (purtroppo è vero) inizia il
gruppo romano. La breve introduzione al piano elettrico di VITTORIO
NOCENZI, ci porta a R.I.P. Brano d’apertura del primo album, brano
con cui il BANCO apre ormai da qualche anno i propri concerti.
Applausi convinti, breve presentazione di DI GIACOMO, e via con la
ritmata IL RAGNO. La band romana tira che è un piacere. La line up è
quella classica degli ultimi anni con FRANCESCO DI GIACOMO alla
voce, VITTORIO NOCENZI alle tastiere, RODOLFO MALTESE alle chitarre
e tromba, FILIPPO MARCHEGIANI alla chitarra, TIZIANO RICCI al basso
e MAURIZIO MASI alla batteria. CENTO MANI E CENTO OCCHI ci introduce
magicamente nel concept album del’72: DARWIN. Album ispirato al noto
naturalista e teorico dell’evoluzione della specie. DARWIN verrà
eseguito per intero. E’ impressionante la sua attualità a distanza
di 36 anni dalla sua pubblicazione. Lunghissima e struggente
l’esecuzione de LA DANZA DEI GRANDI RETTILI. A questo punto il duo
DI GIACOMO – NOCENZI, dà vita ad una straordinaria esecuzione piano
e voce di 750.000 ANNI FA L’AMORE, che suscita emozioni e un lungo
applauso finale. LA CACCIA, pezzo strumentale ed eseguito in
versione articolata, fa da preludio alla fantastica CONQUISTA DELLA
POSIZIONE ERETTA. Il set si conclude con le voci di tutti impegnate
nella pomposa TRACCIA 1. Nonostante il tempo non invitante e
l’orario, i fedelissimi non se ne vanno e richiamano a gran voce la
band sul palco. “ Non abbiamo sonno e la notte è giovane – dice
NOCENZI – l’importante è che non ci caccino”. E via con una
articolata versione di non MI ROMPETE, pezzo storico che coinvolge
tutta la band e il pubblico che la canta assieme a loro. Tributo
finale e tutti sotto il palco. E’ l’una di notte, fa freddino ma ne
è valsa ancora una volta la pena.
Alla prossima.